Illustri punti di riferimento

E' molto difficile talvolta scegliere un punto di riferimento importante nella nostra formazione culturale, quando i maestri e gli esempi sono stati molteplici. Per il Giuntini potremmo parlare del post impressionismo francese o della corrente dei post macchiaioli  come principali fonti di ispirazione e formazione del gusto. In ogni caso non si è mai del tutto originali in qualsivolglia ambito artistico: dalla letteratura, alle arti visive o alla musica, vi è sempre un inconscio collettivo che affiora, un compound ghost di eliotiana memoria che plasma e informa l'opera nuova.

Possiamo parlare di una "intertestualità" visiva come se i quadri fossero libri che mettono in gioco mittente e destinatario, usano fonti mascherate o esplicite, , citazioni, allusioni, parafrasi o traduzioni; il pittore è come il poeta che avverte il valore formativo della tradizione, ma anche necessita di esorcizzare il burden , il pesante fardello del passato da cui rischia di essere sopraffatto. Per tale motivo il passato va affrontato e fatto rivivere, modificato, però, nel nuovo.

Tra i riferimenti del pittore Giuntini possiamo trovare diversi maestri della pittura dei quali riportiamo brani tratti da siti a loro dedicati: 

 

Giovanni March: 

Grande artista appartenente al Gruppo  Labronico, nacque a Tunisi, ma fu piu' livornese lui di tanti abitanti  nati,vissuti e morti in quella splendida citta' dominata dal mare  e dai Quattro  Mori.  E' stato   uno dei  fondatori  del Centro di Cultura Toscana Arte e le sue opere si trovano in tutto il mondo.
Dalle nature morte alle marine, emerge quell'amore per la sua Livorno, mai dimenticata.

(tratto da: http://www.toscana-arte.it/giovanni_march.htm )

 

Giovanni Fattori 

Considerato il maggior esponente dei Macchiaioli, Giovanni Fattori (1825-1908), livornese di nascita, iniziò la sua formazione a Firenze presso i pittori Bandini e Giuseppe Bezzuoli. I suoi primi quadri hanno soggetti storici nella più pura tradizione romantica. Entrato in contatto con il gruppo del Caffè Michelangelo, semplificò sempre più la sua pittura per giungere a quell'effetto di macchia che caratterizza il gruppo. Partecipò anch'egli alle battaglie unitarie e tra il 1859 e il 1862 realizzò il suo primo quadro di soggetto risorgimentale: «Il campo italiano dopo la battaglia di Magenta». Il soggetto è trattato senza nessuna concessione eroica o aulica, presentando in maniera impietosa la cruda realtà di uno scontro militare: quello dei tanti uomini che restano feriti e che vengono raccolti da un carro guidato da monache. 

Da questo momento in poi, Fattori realizzò numerosi quadri di soggetto militare. In essi sono raffigurate battaglie o, a volte, solo dei soldati che segnano con la loro presenza i paesaggi italiani. Oltre ai soggetti militari, tipica della produzione di Fattori sono anche i paesaggi. La maremma toscana, di cui lui era originario, divenne uno dei soggetti preferiti, raffigurata in quadri dal taglio orizzontale molto accentuato. 

(tratto da: http://www.francescomorante.it/pag_3/303e.htm )

 

Impressionisti francesi 

L'impressionismo è un movimento pittorico nato in Francia, qualche anno dopo le note esperienze dei macchiaioli fiorentini , ne parliamo da una parte per la fondamentale importanza  storico,artistica ed economica che il movimento ha acquistato, dall'altra per rivendicare una precedenza storica fin troppo dimenticata dalla critica e dal mercato internazionale che appartiene alla macchia fiorentina. 

 Gli impressionisti devono il loro nome ad un articolo del critico L.Leroy che, richiamandosi in senso spregiativo al titolo del quadro di C.Monet, " Impressione: levar del sole ", definì impressionisti un gruppo di artisti che erano stati costretti ad esporre le  loro opere nelle sale del fotografo Nadar a Parigi dopo essere stati rifiutati dalla giuria del "Salon", la manifestazione espositiva ufficiale che al tempo poteva consacrare la fama di un artista.

 La data dell'apertura della mostra Salon (15 aprile 1874) e quella dell'articolo di Leroy (25 aprile 1874) sono dunque fondamentali in quanto segnano la nascita ufficiale del l'impressionismo.

In pratica il movimento esisteva già da vari anni; ed il concetto che noi percepiamo la realtà attraverso "impressioni" di forme, di luci, di colori, impressioni diverse dall'uno all'altro osservatore era già noto e studiato. 

 Motivo essenziale dell'impressionismo è il tentativo di rappresentare la realtà nella quale siamo immersi e che facendo parte di noi stessi può essere rappresentata. Gli impressionisti tendono a rendere questa realtà  così come credono di percepirla e non si limitano a rappresentare solo la realtà naturalistica, ma estendono la loro opera anche alla figura umana ed alle vicende cittadine.  

 La percezione della realtà, in questo stà la vera modernità degli impressionisti, sentita nella sua totalità e non più percepita e scomposta in frammenti.  Il nostro occhio vede oggettivamente ogni dettaglio sul quale si sofferma ma la ragione può, trascurando il superfluo e cogliendo solo l' "impressione" generale, operare una sintesi e comprendere la realtà nella sua sostanza.  

 Per gli impressionisti tutto ciò che noi possiamo percepire con la vista è luce e colore.  Da questo lo studio accurato che questi pittori dedicano da una parte  alla luce nelle sue infinite varianti dall'altra al colore . 

 L'impressionismo è in ultima analisi un vero trionfo del colore e le ombre, non più nere,  sono anch'esse definite da colori, per lo più "complementari". Quest'uso dei complementari diventato cosciente e sistematico negli impressionisti  determina  la straordinaria luminosità dei loro quadri.  Quello che maggiormente sorprende nella critica contemporanea è la scarsa attenzione portata nei collegamenti degli impressionisti con la macchia fiorentina vera anticipatrice del movimento.  

(tratto da: http://www.artemotore.com/impressionismo.html) 

 

 

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